20 Settembre 1519 – 8 Settembre 1522.

Cosa è successo in questi tre anni all’inizio del 1500? Può essere cambiata
la storia grazie ad una grande personaggio? Ad una rivoluzione? È cambiata la storia Europea o quella mondiale? Dal mio punto di vista tutte le affermazioni precedenti sono vere.

Fonte: Wikipedia

Le date sopraindicate sono l’inizio e fine della spedizione del più grande esploratore che l’umanità ricordi, Ferdinando Magellano, al secolo Fernao de Magalhanes (Sabrosa 17 Ottobre 1480 – Mactan 27 Aprile 1521).

L’autore

Stefan Zweig (1881-1942) è l’autore di questa biografia. Discendente da una
famiglia della borghesia ebraica Viennese, umanista appassionato,
poliglotta e cosmopolita. I suoi libri sono stati tradotti in oltre
cinquanta lingue e furono per decenni bestseller a livello mondiale.

Il libro: Magellano

Siamo nella penisola iberica a cavallo tra 400 e 500. Nel periodo delle grandi scoperte, dei grandi navigatori. Cristoforo Colombo inconsapevolmente mette piede in America, Pedro Alvares Cabral arriva sulle coste del Brasile, Vasco da Gama doppia Capo di Buona Speranza e dimostra che è possibile sbarcare in India circumnavigando l’Africa e aprendo cosi una via marittima per raggiungere le tanto agognate Isole delle Spezie.

Bisogna però fare un piccolo passo indietro: è giusto rendere onore a
questi grandi uomini ma la storia molte volte non cita a dovere
il vero protagonista, colui che ha dato il via, colui che – come Filippo di
Macedonia lasciò al figlio Alessandro la più grande falange per la
conquista del mondo – lasciò al Portogallo le navi più possenti e i migliori
equipaggi per la conquista degli oceani: Dom Henrique, principe di Sagres.

Ferdinando Magellano

Tra tutti questi esploratori troviamo un giovane portoghese nato in una
famiglia aristocratica di Sabrosa che rimase orfano di entrambi i genitori
all’età di dieci anni: Ferdinando Magellano. Data la sua origine nobile entrò come paggio alla corte di Re Giovanni II. All’età di 25 anni fu inviato in India, poi alle Molucche e via via nei vari possedimenti Portoghesi. In questi anni si dimostrò un navigatore provetto, un uomo molto carismatico, risoluto ma riflessivo. Al ritorno in Portogallo venne in possesso di una carta disegnata da un geografo tedesco nella quale veniva ipotizzata l’esistenza di un passaggio a sud per arrivare nelle Indie navigando verso occidente, attraversando quel mare che qualche anno prima Núñez de Balboa aveva visto dalle alture di Panama.

Cercherà in tutti i modi di persuadere il proprio Re a sovvenzionare la spedizione per la scoperta del passaggio, ma invano. Dopo mille peripezie riuscirà a convincere il Re di Spagna a fornirgli navi ed equipaggio e così, Ferdinando Magellano levò le ancore alle sue cinque navi il 20 Settembre 1519 dal porto di San Lucar de Barrameda sulla foce del Guadalquivir, poco a Nord delle Colonne d’Ercole. In quel giorno cominciò il più
intrepido viaggio di scoperta della storia dell’uomo
, il viaggio che
consegnerà Magellano all’eternità.

Fin da subito nascono problemi: i capitani spagnoli non vedono di buon occhio il comandante supremo portoghese e non tarderanno ad arrivare ammutinamenti e rivolte. Ma quando, dopo mesi di navigazione le coste del Sud America abbandonano il caldo tepore dei tropici e Magellano continua a puntare le propri navi verso Sud la situazione precipita. La costa non è più verde e ricca, diventa grigia, fredda e inospitale, il vento non è più una piacevole brezza ma diventa una gelida tormenta che scaraventa una nave contro gli scogli. Un’altra nave diserta e rientra in Europa: la ciurma si ribella e nel frattempo il passaggio non si trova, il “paso” sembra non esistere. Magellano comincia a dubitare della missione e il destino beffardo costringe a fermare per qualche settimana le tre navi rimaste in una baia. Ironia della sorte quella baia si trova a due gradi di latitudine nord dal passaggio, a soli due giorni di navigazione. Dopo otto settimane di stazionamento la flotta punterà eroicamente ancora verso sud e troverà un canale percorso da acqua salata, quel canale che scopriranno sfociare nel nuovo Oceano!

Fernao de Magalhanes e la sua flotta sono i primi europei ad aprire le vele nell’Oceano Pacifico, battezzato cosi per l’incredibile quiete rispetto all’Atlantico. Sembra fatta, il passaggio esiste, ma quanto bisogna navigare ora per le Isole delle Spezie, per le Indie, per gli imperi della Cina e del Cipango. Quale rotta prendere? Nessuno mai ha attraversato quell’immensità d’acqua. Saranno tre mesi terribili fino a che lo schiavo di Magellano, che era stato portato in Europa anni prima da Magellano stesso durante una delle sue spedizioni, sbarcando su un’isola sente parlare la sua stessa lingua madre. Siamo nelle attuali Filippine.

Magellano ha raggiunto navigando verso ovest le isole delle Spezie, che
si pensavano raggiungibili solo navigando verso est. Ha dimostrato in maniera inconfutabile che è possibile circumnavigare il globo, ed è stato il primo uomo a farlo.

Magellano morirà in uno scontro con dei locali a Mactan il 27 Aprile 1521. Altre due navi andranno perse ma la nave “Victoria”, nel Settembre 1522 getterà l’ancora nel porto di Siviglia con a bordo diciotto uomini dei
duecento trentasette che erano partiti. Tra i diciotto redivivi c’è un
vicentino, Antonio Pigafetta, il quale ha mantenuto un diario giornaliero
dell’impresa grazie al quale il viaggio è stato documentato giorno per giorno.

Un viaggio di scoperta di tale caratura non avverrà mai più nella storia
dell’uomo.
Se penso anche al primo uomo sulla Luna non riesco ad
emozionarmi ugualmente. Armstrong sapeva in un certo senso dove stava
andando, le distanze erano calcolate e i mezzi di comunicazione c’erano.
Magellano non aveva nulla di queste cose!

Stefan Zweig ci racconta queste gesta in maniera avvincente. Leggendo,
pagina dopo pagina, sembra di sentire il freddo pungente dei venti della Patagonia e lo stomaco rantolare dalla fame. Mai impresa più audace è
stata compiuta e questa biografia ne ricalca perfettamente i momenti in un
crescendo emotivo stupefacente.
Un libro che va letto per capire la
grandiosità di una convinzione.

Buona lettura!

Buona lettura!


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