Chiuso a nord dalla catena del Tian Shan e a sud dalla catena del Pamir, il Kirghizistan è il regno dell’alta quota. La bellezza e la varietà delle sue montagne, dei suoi laghi e dei suoi fiumi lo rendono un paradiso per i trekker e gli sciatori di mezzo mondo. Oltre a questo rimane forte sia l’impronta della cultura nomade e delle vestigia sovietiche. E poi ancora le Yurte, le tende simboli iconici del paese, i mercati e le cavalcate a 3000m, il Kyrgyzstan è davvero un paese per tutti i viaggiatori.

[Day 137 e 138] Di # Yurte, cavalli 🐎 e laghi alpini

L’ascesa al lago Kol-Ukok è una delle esperienze immersive più incredibili che abbiamo mai fatto nella nostra vita.

Si parte da Kochkor, villaggio a quota 1800 metri, salendo a cavallo per 5 ore lungo valli verdeggianti dove scorrono torrenti impetuosi e bivaccano capre, mucche e cavalli. Superato un valico roccioso si apre la vista meravigliosa del lago Kok-Ukol a 3000 metri, un specchio blu cobalto circondato da montagne che sembrano fatte di sabbia rosa e collinette vellutate. Sul lato sud del lago ecco comparire i picchi rocciosi più alti dove persistono i ghiacciai anche in agosto.

Mangiamo cibi della tradizione nomade e dormiamo in una yurta. Fa freddissimo e c’è un silenzio abissale, interrotto solo dal rumore dello scorrere del torrente.

Il giorno dopo saliamo ancora più in alto a piedi, seguendo il percorso del fiume. Poi ci inerpichiamo su un pendio ripidissimo che corre accanto alla cascata. Aldilà il lago Kol-Tor, questa volta più piccolo, ma circondato da ghiacciai e montagne rocciose.

È tempo di tornare a Kochkor ma grandine e un vento tremendo rende la discesa estremamente complicata. Cavalchiamo accanto al lago su dirupi alti 10 metri, mentre pioggia ghiacciata e sferzate di vento ci ostacolano. È una delle poche volte nella mia vita in cui ho creduto di morire assiderato o volando giù dalla montagna.

Ma siamo vivi ed è solo un’altra fantastica esperienza da raccontare. 🦄

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