Le Filippine hanno rappresentato perfettamente il nostro iniziale spaesamento di fronte al grande viaggio. Un popolo tenero e accogliente ma fragilissimo, un paese diviso a metà tra un turismo abusivo e senza freni lungo le fasce costiere e un interno selvaggio e inesplorato. E ancora Manila una metropoli difficilissima ma che riserva grandi regali a chi sa dedicargli il giusto tempo. La natura delle Filippine è comunque ineguagliabile ed emozionante, la tropicalità all’ennesima potenza. 

[Day14] Manila express, prima puntata

Il nostro Mac è ancora rotto, quindi siamo piuttosto rallentati nell’aggiornarvi. Proviamo a fare un riassuntino 😋

Dopo l’Island hopping delle Gigantes Islands ci siamo imbarcati in un’impresa epica cercando di raggiungere Caticlan in serata per poter prendere l’unico traghetto disponibile il giorno seguente per raggiungere Batangas e quindi Manila; ed è subito #manilaexpress 😂! Partivamo con una manciata di info discordanti sulle coincidenze da prendere (e non tutti erano sicuri che ce l’avremmo fatta.

E invece dopo quattro cambi di bus a Carles, Balasan, Roxas, Ivisan immersi in una luce bellissima che illuminava risaie e natura vergine siamo approdato a Caticlan. Un ringraziamento speciale va al ragazzo di Ivisan che tornava dal lavoro (fa il carpentiere e sta costruendo una scuola) e ci ha letteralmente scaricati da un bus e ha aspettato con noi che arrivasse la coincidenza per essere sicuro che saremmo giunti alla metà ♥️

Arriviamo a Caticlan senza cellulari (erano scarichi) e senza un alloggio a notte fonda. Fortunatamente i Filippini sono santi, e un signore ci accompagna nell’unica transient house ancora aperta. #santosubito

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