Il Vietnam è il sogno di ogni viaggiatore: montagne isolate, isole tropicali, giungle inaccessibili, strade panoramiche meravigliose, rocce a picco sul mare il tutto unito ad una storia, antica e recente, di grande impatto emotivo. In Vietnam si può trovare di tutto, dalla vitalità Boehmien di Hanoi alle popolazioni tribali di Ha Giang e Kon Tum. Si mangia da Dio ed è estremamente economico. Non lasciatevi spaventare dalla freddezza iniziale dei Vietnamiti, all’occasione giusta saranno ricompensarvi con sorrisi e gentilezza.

[Days #38 to #40] Can Tho: soddisfazione sul Mekong

Can Tho è il centro economico e culturale del Delta del Mekong. A prima vista sembra il lungomare di Fano con le sue case cubiche dai colori tenui. In realtà offre tantissimo in termini di vitalità, natura e people watching.

La soddisfazione a volte consiste nel riuscire a fare le cose da soli, come la nostra visita al Floating Market di Phong Dien vicino Can tho. I floating market sono dei pittoreschi mercati galleggianti dove i locali si scambiano le merci da una barca (usualmente a remi) all’altra. Sono tradizioni uniche che vanno avanti da secoli. Di solito i turisti vanno al floating market di Cai Rang in gruppo su dei barconi a motore, accompagnati da guide di un tour operator locale, e osservano le attività del mercato. Noi invece abbiamo deciso -con il nostro scooter- di dirigerci verso il fratellino del grande mercato, il più autentico Phong Dien e di tentare la fortuna cercando sul posto una barchetta che ci portasse. Ci siamo alzati alle 5 perché il mercato più autentico si svolge la mattina presto, e fare questo ci ha permesso di scoprire la vita brulicante della cittadina in questo orario anomalo: i canali del Mekong all’alba sono spettacolari, li attraversa una nebbia leggera e appena il sole sorge svela dal buio la fitta vegetazione. Eravamo già contenti così senza aver visto il mercato quando un signore sorridente ci ferma in mezzo alla strada e ci chiede se vogliamo salire a bordo della sua barchetta a remi per vedere il mercato ad un prezzo minimo. Il mercato di Phong Dien sarà pure piccolo ma è estremamente gratificante: non ci sono barche a motore e i turisti si contano sulle dita di una mano, una signora su una barchina di legno si avvicina alla nostra e ci chiede se vogliamo una zuppa, giusto il tempo per fare colazione! La prima zuppa comprata agganciando una barca a remi 😁 Ma il tour non finisce qui: il nostro simpatico barcaiolo ci porta a spasso per i canali del Mekong tra signore che lavano a mano i panni lungo il fiume e barcaioli che scaricano i loro acquisti dal mercato. Se il Mekong già ci aveva convinto, ora faremo fatica ad abbandonarlo!

Mentre ripartivamo tutti soddisfatti da Can Tho alla volta di Chau Doc, per strada, ha colpito la nostra attenzione un carretto coloratissimo e chiassoso dal quale venivano lanciati dei foglietti dorati e delle finte banconote. Al suo interno una cassa acustica e una dozzina di persone sorridenti, sembrava un carro pubblicitario o di carnevale. La curiosità ci ha fatto avvicinare ulteriormente al carro mentre viaggiavamo spediti, siamo così riusciti a scorgere… una bara! Ebbene si, quello a cui stavamo dando la caccia era un funerale buddista vietnamita. La curiosità immane e la possibilità di fare #slowtravel ci ha convinto ad abbandonare momentaneamente la nostra meta per inseguire il carro: solo a quel punto ci siamo accorti che le persone a bordo dei motorini (molti recanti in mano bastoncini di incenso) e quelle sedute in corriera intorno a noi erano i partecipanti al funerale! Una volta arrivati al cimitero, prima in maniera cheta, poi con più sicurezza dopo essere stati invitati ad entrare, ci decidiamo a presenziare alla cerimonia. Che dire? Il funerale buddista vietnamita è una festa: certo qualche lacrima da parte dei parenti più stretti l’abbiamo vista ma per il resto si mangia (anche a noi hanno offerto un panino e dell’acqua), c’è tanta musica, si chiacchiera amabilmente e, non solo è concesso, ma è opportuno fare foto! Praticamente come un matrimonio da noi. Il momento più toccante è quello della cremazione in cui gli astanti danno l ultimo saluto alla salma prima che il forno faccia il suo dovere mentre in sottofondo passano una musica swingata che sembra “Life in a glasshouse” dei Radiohead.
Per Urbo non ci sono dubbi: il suo funerale dovrà essere in stile buddista vietnamita.

Terminata la cerimonia ci siamo diretti verso Chau Doc, al confine con la Cambogia, metà di pellegrinaggi buddisti grazie al Nui Sam, colle sacro, unico rilievo in un mare di verdi risaie. Sul fiume la città moderna si contrappone ai villaggi dei pescatori con le loro casette sulle palafitte. Ci siamo inoltrati in uno di questi villaggi che, di primo acchito, sembrano sospesi in un’altra dimensione, fatta d’acqua. Abbiamo passato il tramonto a chiacchierare a colpi di gesti e Google translate in un bar palafitta con due locali molto simpatici. Degna conclusione di una risalita del Mekong che ha superato ogni aspettativa.

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