Quali libri possono aiutarci a comprendere il Myanmar?

Il modo migliore per iniziare a conoscere un paese e il suo popolo è trovare dei libri che ci illuminino la via. I cinque libri scelti per questo post ci aiutano – attraverso reportage e storytelling – a ripercorrere gli ultimi 500 anni di storia di un paese ancora molto influenzato dal suo passato, dove la tradizione e le nuove abitudini assorbite dai giovani  convivono insieme alle pagode dorate e ai monaci buddhisti che ogni giorno per strada chiedono l’elemosina…

Abbiamo inserito i link ai testi su Amazon.it per rendere più facile la ricerca ma vi chiediamo per favore – se per voi è possibile – di preferire sempre l’acquisto in libreria, magari una libreria indipendente! Sostenere queste realtà è molto importante, quindi se abitate vicino ad una libreria… al bando la pigrizia, e fateci un giro con questa lista di libri sul Myanmar.

1. “Sulle tracce di George Orwell in Birmania” di Emma Larkin

I Birmani, leggendo “1984” di George Orwell, leggono la loro storia trasfigurata e per questo il libro è stato a lungo bandito dal paese. Una delle caratteristiche principali della dittatura birmana è stata la volontà dei generali di trasmettere al popolo “solo buone notizie”. Sui giornali non ci sono cattive notizie, quindi cosa non va nella gestione dello stato da parte della giunta? Ecco quindi che il punto di partenza della carriera di scrittore di George Orwell, diventa anche il punto di partenza di Emma Larkin che ripercorre “Giorni in Birmania” di Orwell in un reportage sul Myanmar odierno che trascende la critica lettaria e ci mostra le vite di amici e sconosciuti per mostrarci quelle di un popolo intero oppresso con il mezzo della paura, fino ai limiti della speranza.

Della stessa autrice, “Everything is Broken”, racconta di come una delle più gravi crisi umanitarie causata dal ciclone Nargis sia stato minimizzato – con effetti catastrofici sulla popolazione – dagli alti papaveri dello stato birmano stesso. L’ennesima evidenza della situazione ai limiti della distopia che caratterizzava il Myanmar fino a 10 anni fa.

2. “Il tramonto birmano. La mia vita da princessa shan” di Inge Sargent

A Hsipaw è possibile visitare la casa che il re di Shan fece costrire a metà del XX secolo per la moglie occidentale.

Quella di Inge Sargent è un’autobiografia pubblicata nel 1994 che parla di una donna austriaca che scoprì di essere divenuta regina solo una volta arrivata in Myanmar dopo il matrimonio con quello che essa credeva essere “solo” un brillante ingegnere minerario. Però Sao Kya Seng era anche il re dello Stato Shan, il più esteso degli stati che compongono il Myanmar. Questo libro parla di amore – per un uomo e per un popolo – e di impegno politico. Quello della coppia che portò in un mondo ancora quasi feudale consistenti innovazioni, almeno fino al colpo di stato militare del 1962.

La storia di questa casa è anche una storia di resistenza. Il principe, per la sua visione radicale e in quanto rappresentante di un potere altro rispetto alla giunta militare, fu messo in una prigione per non uscirne mai più. Inge e i figli scapparono per correre lo stesso rischio. La casa passò ai familiari – il nipote Mr. Donald (Sao Oo Kya) e la moglie – che da quando il libro è uscito accolgono i pochi turisti che arrivano fino a qui per sentire la storia di questa casa e della famiglia. Questo contatto con gli stranieri ha messo per un certo periodo a rischio l’incolumità di Mr.Donald che è stato anche in prigione negli ultimi anni per questo motivo.

3. “Cronache Birmane” di Guy Delisle

Guy Delisle è semplicemente straordinario nel suo modo di raccontare attraverso il segno grafico e poche parole i paesi in cui è stato. Così come aveva rappresentato la Corea del Nord nella sua alienante assurdità quotidiana, ha realizzato un concentrato di Myanmar in questa opera.

4. “The river of lost Footsteps” di Thant Myint-U

Tra i libri questo è il più vicino a un saggio storico ed è il testo con lo spettro temporale più lungo che abbraccia l’evoluzione quasi completa di Burma. Si basa sulla storia familiare dell’autore e rappresenta un’ottima introduzione al paese. Purtroppo non è disponibile in italiano, ma lo si trova in inglese su Amazon sia in cartaceo che in formato Kindle.

5. “Il palazzo degli specchi” di Amitav Gosh

Torniamo ad un romanzo con Amitav Gosh, uno degli scrittori indiani più amati anche al di fuori del subcontinente. The Indipendent ha definito il libro “un ‘Dottor Zivago’ dell’Estremo Oriente”.  “Il palazzo degli specchi” inserisce il Myanmar nel suo contesto più ampio descrivendo insieme alle vicissitudini dei personaggi, i rapporti tra Myanmar, Malesia e India durante il ‘900. Il palazzo degli specchi a cui si riferisce il titolo è il palazzo reale attorno a cui ruota la città di Mandalay, ed è da qui che si intrecciano le vicissitudini di un garzone indiano e di tutti gli altri personaggi nel corso di 100 anni di storia del paese, raccontati con ritmo coinvolgente, come sempre, da Amitav Gosh. Epico e incantato.