Continua il racconto del nostro tour in Islanda!

quattro_per_quattro

Nell’ultimo post vi ho raccontato i nostri primi tre giorni di viaggio in islanda: intensi e stupefacenti grazie a dei paesaggi che non potevamo nemmeno sognare sarebbero stati così vari ed emozionanti.

In un post pubblicato poco prima vi ho invece raccontato la mia opinione sulla nostra scelta di visitare questo paese, che è noto come l’isola dei ghiacci, durante il mese di marzo: tante informazioni sul meteo, sull’affitto delle auto, sul clima primaverile islandese e chi più ne ha più ne metta.

A questo punto non resta che riprendere da dove abbiamo interrotto il nostro itinerario del tour in Islanda.

Se il sud dell’Islanda è stupefacente e maestoso, i fiordi dell’est e il nord sono epici. Non ha caso è proprio nell’estremo nord di questo paese che sono state girate molte scene di Game of Thrones!

Day 4. 
Da Höfn a Seyðisfjörður

Höfn siamo arrivati stanchissimi in seguito a una giornata entusiasmante durante la quale possiamo davvero dire che le bellezze naturali non siano mancate: ghiacciai, distese sabbiose, cascate, spiagge nere, mare impetuoso e infine Jökulsárlón. Tutto questo tour in Islanda in un solo giorno!

Hofn porto

Una volta arrivati alla guesthouse prenotata a Höfn – città di porto nota per le sue gustose Langoustine (ovvero gli scampi pescati localmente) – abbiamo cucinato e ci siamo preparati per goderci una nottata sotto le coperte, dopo una fredda giornata. Ma non era destino che andassimo a dormire presto quella sera: abbiamo avuto l’accortezza di controllare lo stato delle strade sul provvidenziale sito road.is scoprendo così che tutte le strade a nord della meta che avremo dovuto raggiungere quel giorno (Seyðisfjörður) erano bloccate a causa della neve. Terrore e tremore! A causa delle condizioni delle strade c’era il serio rischio di rimanere bloccati in un isolato fiordo senza poterci muovere verso la meta prestabilita due giorni dopo; tutti gli hotel erano già prenotati e quella meta era per noi molto importante dato che volevamo vedere a tutti i costi il lago Mývatn. Ci domandavamo cosa fare: tornare indietro perdendo una sola delle prenotazioni? Proseguire e rischiare di rimanere bloccati e non riuscire a completare il tour circolare avendo perso un giorno ed essendoci allontanati ancor di più dal sud? Ci siamo arrovellati per un’ora o due senza trovare soluzione e quindi abbiamo deciso di concederci un po’ di sonno.

La mattina seguente abbiamo fatto un’abbondante colazione e siamo scesi a chiedere alla reception quale fosse la cosa migliore da fare: lei ha gentilmente chiamato il numero dedicato alle condizioni stradali, e ci hanno detto che il giorno seguente non era prevista altra neve e che le carreggiate sarebbero state ripulite in giornata così da permetterci di proseguire senza problemi nonostante il ghiaccio sul manto stradale. La scelta di spendere qualche euro in più per un auto 4×4 per il nostro tour in Islanda ha infine ripagato!

Abbiamo quindi scelto prendere la via costiera arroccata sui fiordi per raggiungere la nostra meta.

Islanda Fiordi Est via costiera mare Islanda Fiordi Est via costiera casa nera Islanda Fiordi Est via costiera Islanda Fiordi Est chiesa Islanda Fiordi Est via costiera nave

A poco a poco le rocce nere dei fiordi hanno ceduto spazio alla neve che ci avrebbe accompagnato per almeno altri due giorni. Strade attraversate da piste da sci, paesini dediti alla pesca e poco altro, una visione fatta di acqua e roccia. A fine giornata, dopo una veloce fermata a Egilsstaðir per assicurarci il rifornimento di cibo e benzina, abbiamo svoltato su una strada secondaria che scendeva ripida verso il cuore del fiordo.

Verso Seidisfyodur

Seyðisfjörður panorama

Questa cittadina – forse anche troppo tranquilla durante la nostra visita – diventa un vivace porto turistico d’estate quando i traghetti provenienti dalla Danimarca portano proprio qui frotte di turisti che iniziano in questa cittadina  isolata la scoperta dell’isola. Per attirare un pubblico sempre più ampio e di qualità questa città si è resa protagonista di innumerevoli residenze d’artista che sono volte a promuovere il territorio grazie alle opere che vengono realizzate in questa città e per la città.

Seyðisfjörður house

A promuovere alcune di queste attività artistiche è la libreria The Bookshop Projectspace, che è anche uno spazio dedicato all’arte. Ovviamente, vista la stagione, era chiusa durante la nostra visita nel mese di marzo.

Seyðisfjörður bookshop Seyðisfjörður barbapapa

In questa cittadina abbiamo soggiornato presso il Post Hostel che prende il suo nome dal fatto che si trova proprio all’interno della struttura che fino a qualche anno fa ospitava l’ufficio postale del paesino. Qui non ci aspettava nessuna hot tub, ma l’ostello è dotato di una bellissima cucina che farebbe impallidire anche quella di casa mia! Cucinare qui è stato davvero un piacere. Ma la serata non ci ha riservato solo un’ottima cena fatta in casa con ingredienti locali: quella notte abbiamo visto la nostra prima aurora! 

Day 5. 
Da Seyðisfjörður a Akureyri

Coscienti di dover fare molta strada su strade ghiacciate, per arrivare in tempo utile alla nostra meta Akureyri e non ritardare le tappe del nostro tour in Islanda, siamo partiti molto presto quella mattina. Effettivamente le strade erano state sgombrate dalla neve!

 

Abbiamo ripreso la Ring Road 1, muovendoci verso ovest in un paesaggio completamente imbiancato da almeno un metro e mezzo di neve. Tutto era candido: le piazzole di sosta con i tavolini che d’estate sicuramente saranno stati utilizzati molto spesso per i pranzi al sacco dei viaggiatori estivi ma erano completamente ricoperte dalla neve a marzo, le strade laterali che portavano a qualche piccolo rifugio o cottage erano completamente chiuse dalla neve. I cartelli stradali avevano subito la stessa sorte; ma la strada principale era completamente sgombra (per quanto ghiacciata). Stupiti da questo paesaggio mai visto prima per la sua sconfinata bianchezza, abbiamo guidato per circa 4 ore vedendo scendere sempre più la temperatura esterna all’auto e passare pochissime auto, tutte ad altissima velocità, domandandoci: nel caso di un ipotetico incidente, quanto ci metterebbero i soccorsi a raggiungere un punto a metà strada fra Seyðisfjörður e la prima cittadina sulla strada per Mývatn?

Abbiamo capito di essere quasi arrivati quando abbiamo scorto all’orizzonte dei funghi di vapore bianchi. Ad alzarli erano la centrale geotermica sotto al vulcano Krafla e le fumarole sulfuree a Hverarond. Abbiamo prima raggiunto dalla centrale il cratere  innevato del Krafla, non con poca fatica.

Krafla_Islanda Krafla_Iceland Islanda_Krafla

Dopo la salita al cratere del vulcano, nella neve alta, abbiamo visitato pieni di stupore e meraviglia il campo di attività geotermica di Hverarond. Qui la neve è sciolta dal calore che trasuda dal terreno; l’odore di zolfo è forte e le fumarole ululano portando costantemente in aria i vapori della terra. Appoggiando le mani per terra sul cono che soffia aria calda condensata, si percepisce un piacevole tepore. Che emozione, poter sentire così bene la voce di Gea!

Hverarond_campi_geotermici Hverarond_Islanda

Ma le sorprese non sono finite! Proseguendo, arriviamo al lago Mývatn che si trova a circa 20 minuti da queste due attrazioni naturali. Parte del lago, dove le acque sono più fredde, è ghiacciato ma dove questa scaturisce dal terreno portando il calore sprigionato dalle viscere della terra l’acqua scioglie il ghiaccio. In alcuni punti la balneazione è severamente vietata, il rischio è quello di ustionarsi con il liquido che raggiunge i 100 gradi centigradi. Intorno al lago sorgono tanti pseudo crateri: colline incavate al centro, come delle ciambelle, che d’estate sono molto più visibile verdissimi ma che anche sotto la coltre di neve mantengono il loro aspetto particolare.

Islanda2016_1487 Pseudo_crateri_Islanda

L’islanda di Game of Thrones

Da buoni amanti di Game of Thrones – non abbiamo potuto esimerci – dal visitare durante il nostro tour in Islanda una delle location della serie: la grotta dove Jon Snow ama Ygritte tra fumi delle caldissime acque. L’area si chiama Grjótagjá ed è una delle prime piscine naturali coperte utilizzate dagli abitanti locali. Purtroppo la forte attività vulcanica dell’isola ha reso l’acqua così calda da renderla ustionante e non è più possibile e consigliato immergersi. La grotta è sovrastata da una faglia ben visibile dalla quale scaturiscono a tratti dei vapori. L’accesso alla grotta, non è permesso e piuttosto difficile, ma è sicuramente interessante scoprire questa perla isolata nel mezzo del nulla.

Grjótagjá

Ma la giornata non è finita, e crediamo proprio di meritarci un momento di relax! Decidiamo quindi di andare a balneare nella Secret Lagoon (Gamla Laugin in Islandese): tanto è freddo fuori, tanto si sta bene nell’acqua calda di questa piscina riscaldata dal calore geotermico. Più piccola della più nota Blue Lagoon, ma naturale e immersa in un paesaggio innevato davvero unico e affascinante. Un consiglio: con il biglietto comprate già il braccialetto che vi permetterà di bere una buona birra Islandese direttamente dentro la piscina. Ve la porterà il bagnino simpaticissimo e disponibile a scattarvi anche tante foto!

Secret_Lagoon_Iceland Secret_Loaggon_Islanda

Decisamente rilassati e felici, abbiamo ripreso la strada nel tramonto islandese. Per raggiungere la nostra meta – Akureyri –  manca dalla Secret Lagoon almeno un’ora. Giusto il tempo di passare a vedere una delle cascate più belle dell’Isola: Godafoss, la cascata degli dei.

Godafoss_Islanda

Devo dire che il tempismo non è mancato: abbiamo approfittato del golden time of the day per goderci la magnificenza della natura, prima di scappare infreddoliti verso la casa dove ci aspettavano i nostri ospiti.

Le tappe di questa giornata di tour in islanda valgono decisamente tutta la strada fatta nei giorni precedenti!

Scopri le altre tappe del nostro itinerario:

Part I. Il grande sud: da Keflavik a Höfn
Part III. La penisola di Snæfellsnes e la capitale

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