Il Kazakistan è davvero una sorpresa: il paese di gran lunga meno turistico dell’ Asia Centrale ha del buon cibo, una popolo genuino e un sacco di assi nella manica. Dalla distopia di Astana alla vitalità di Almaty, dalle steppe alle montagne e poi ancora lo splendore di Turkestan, l’anima di Shymkent e la storia di Karaganda. Il Kazakhstan è un paese tutto da scoprire ed è una vera perla “off the beaten path”.

[Day 184 e 185] Il Kazakistan ha davvero bisogno del turismo?

Eccoci di nuovo in Kazakistan. Da Tashkent prendiamo un bus comodissimo che ci porta direttamente a Shimkent, dove ci aspettano i nostri amici.

Il giorno dopo il nostro ritorno in Kazakistan decidiamo di approfittare del tempo per visitare Turkestan. La densità storica e il valore architettonico di Turkestan non saranno importanti quanto quelli di Bukhara e Samarcanda eppure è molto interessante arrivare fin qui per capire che cos’è un vero luogo di culto nel centro Asia e non una attrazione turistica per stranieri.

Lo splendido mausoleo fatto costruire da Tamerlano (guarda chi si rivede!) per il maestro sufi Khoja Ahmad Yasavi ha la grandiosità dei monumenti uzbeki ed è la maggiore attrazione storica di tutto il Kazakistan. Insieme ai bagni, alla moschea sotterranea e alle mura della cittadella formano un complesso che è diventato patrimonio UNESCO nel 2002.

Oltre alla solita bulimia di foto da copertina, qui è delizioso anche il solo passeggiare quieto, osservare il vento che alza la sabbia, ascoltare le preghiere e le speranze della gente, bere l’acqua dalla sacra sorgente.

Il Kazakistan ha creato da poco una task force per cercare di avviare il turismo in questo paese. L’EXPO del 2017, offuscato dalla megalomania di Nazarbayev e della sua plasticosa creazione, Astana, non ha dato i risultati sperati. Intanto lo storico Uzbekistan, il montuoso Kyrgyzstan e il selvaggio Tajikistan continuano a fare incetta di stranieri.
Eppure il Kazakistan non se la passa per nulla male rispetto ai suoi vicini, la gente è speciale e il cibo è buono. Siamo sicuri che abbia veramente bisogno di un’orda di barbari vacanzieri con ca(n)non(i) della Nikon al collo e occhiali da sole?

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