Prima di questo viaggio l’Africa era la mia amante. Dopo è diventata mia moglie.

Vado verso il capo, Sergio Ramazzotti

Vado verso Il Capo di Sergio Ramazzotti

Vado Verso il Capo di Sergio Ramazzotti nella più recente edizione Feltrinelli

“Vado verso il Capo” (Feltrinelli Editore) di Sergio Ramazzotti è un libro indimenticabile: è stato mio compagno di viaggio ed è tra i primi che consiglio e regalo.  E’ stato scelto come libro di testo per il corso di Sociologia del turismo all’Università Iulm di Milano, poco dopo la sua uscita era stato definito come un libro che ha cambiato il fotogiornalismo e, come afferma il mio libraio, è uno dei libri più richiesti nonostante non sia una novità.

Quando si entra in una libreria specializzata nella letteratura di viaggio sugli scaffali possiamo trovare un’infinità di libri riguardanti viaggi lunghissimi e avventurosi. La maggior parte di questi raccontano di esperienze in solitaria; spesso questi viaggi sono dei lunghi cammini o delle infinite pedalate, oppure vengono percorsi con una gettonatissima Vespa o un mezzo d’epoca.

Ma quanti di questi libri lasciano veramente qualcosa?  Il maggior difetto di molti di questi racconti è che, a volte, rischiano di tramutarsi in una specie di diario giornaliero scritto in maniera poco coinvolgente, con l’inevitabile risultato di annoiare il lettore. Posso dire di averne letti parecchi, da quel pensionato francese che è andato da Istanbul allo Xian a piedi, da chi ha veramente girato il mondo con una Vespa e da chi ha messo piede in tutti i continenti senza mai prendere un aereo, oppure chi ha girato un’infinità di paesi con il pollice alzato in attesa di un passaggio fino a una coppia modenese partita dall’Italia alla volta del Tibet in bicicletta. Pochi però mi hanno coinvolto come “Vado verso il Capo” di Sergio Ramazzotti.

L’autore

L’autore è un fotografo fenomenale, autore di centinaia di reportage apparsi sulle principali testate italiane ed europee, ha ricevuto vari riconoscimenti giornalistici e nel 2005 ha vinto il premio fotografico International Photography Award. Tra i suoi reportage possiamo citare La birra di Shaoshan, Carne Verde e Afrozapping.

Sergio Ramazzotti parte per l’Africa nel Marzo del 1992 per attraversare il Continente Nero da Algeri a Città del Capo sullo stesso percorso della Paris-Le Cap, ma utilizzando solamente mezzi pubblici, tra piste desertiche e fiumi da attraversare in un periodo nel quale non c’erano smartphone e navigatori satellitari e si comunicava solo con qualche raro telefono fisso o tramite un ufficio postale; una modalità di viaggio romantica che per certi versi può ricordare i grandi esploratori Vittoriani.

L’Africa vera e le sue strade

Alcuni scatti di Sergio Ramazzotti dal reportage ormai storico sull’Africa di cui tratta “Vado verso Il Capo”

All’inizio del viaggio, quindi, il nostro autore si trova ad Algeri con uno zaino pieno di cartine e stradari, la borsa con gli apparecchi fotografici e la destinazione finale di Città del Capo, 13000 km più a Sud. Ramazzotti ci porta in un’Africa vera, percorsa con i mezzi che utilizzano i locali per i loro spostamenti. Se pensiamo ai mezzi di trasporto di questo continente dobbiamo veramente aprire la mente e immaginare gli immensi camion Berliet che i francesi avevano abbandonato in Africa al termine del periodo coloniale o le Peugeot 504 trasformate in taxi brousse; un mezzo di trasporto catalogato da “demolire” in Europa non appena si avvicina al Tropico del Cancro comincia a riacquistare valore!

E via via così, verso sud, in un costante incontro con un’umanità incredibile, un’umanità molte volte “al limite” ma che in alcuni casi non manca di una solidarietà inaspettata, di persone che sono in grado di dividere quel poco che hanno o di altri che, grazie alla loro posizione sociale, calpestano gli altri sapendo che loro sono i più forti. Ci troveremo quindi a leggere di profughi che fuggono da guerre o dittatori, di prostitute e trafficanti di diamanti, di volontari e di camionisti che stringono il volante del loro mezzi con devozione quasi religiosa, di guardie corrotte che per un timbro sul passaporto ti chiedono cifre folli sapendo che non puoi rifiutare e di occidentali che hanno contratto il mal d’Africa e non sono più riusciti a guarire.

Ramazzotti ci fornisce inoltre dei brevi approfondimenti politici su alcuni paesi che vanno a completare un reportage di viaggio che definire meraviglioso è riduttivo.

Buona lettura!


Dove trovare questo libro?

Come sempre, vi consigliamo di comprare i libri nella libreria indipendente più vicina a voi. Se siete di Milano abbiamo stilato una lista delle nostre librerie preferite che trovate a questo link.

Se siete di Verona, la libreria di riferimento dell’autore di questo articolo è Gulliver – Libri per viaggiare.