“Stan”. Quanti sono? Dove sono?
Un suffisso che ho sentito  precedere da qualsiasi altra combinazione alfabetica. Sono terre che fanno pensare a luoghi lontanissimi abitati da popoli sconosciuti, quasi fosse un’altra dimensione, un altro mondo. Gli “Stan” sono così, stuzzicano la curiosità e fanno galoppare la fantasia verso luoghi mitici, verso l’Asia di Tamerlano e Gengis Khan, Marco Polo e Samarcanda; ma cosa significa nello specifico “Stan”?

Once upon a day in Uzbekistan, sulla Via della Seta

L’origine è antichissima, e se vogliamo proprio essere pignoli ci sono diverse teorie, la più accreditata è quella che il termine “Stan” sia persiano è stia ad indicare “la terra di”. Questa definizione ci aiuta molto a capire l’etimologia dei nomi degli stati che terminano con questo suffisso: Uzbekistan è la terra degli uzbeki, Afghanistan degli afghani (ma ne siamo davvero sicuri? Erika Fatland lo spiega bene nelle pagine di questo libro) e così via.

L’autrice: Erika Fatland

Il libro di cui vi parlo oggi si intitola “Sovietistan” e l’autrice è Erika Fatland. L’autrice è molto giovane, norvegese, antropologa con una passione innata per il viaggio e per la scoperta di culture altre. Nel 2015 è stata nominata tra i migliori scrittori norvegesi under 35 e nel 2016 il Literary Europe Live l’ha selezionata tra le dieci voci emergenti più interessanti d’Europa. Le Figaro Magazine ha definito Erika come una delle migliori scrittrici di viaggio e Aftenposten ha definito questo suo libro “straordinario”.

Il libro: Sovietistan – Un viaggio in Asia Centrale

Poco ci vuole a capire che l’argomento trattato sono i cinque paesi dell’Asia centrale che sono nati dopo la caduta dell’Unione Sovietica. 

Il mondo sovietico ha da sempre esercitato un fascino molto particolare su di me. Questa fascinazione è probabilmente dovuta al fatto che un amico di mio padre viaggiava spesso in quei paesi lontani ed io, da piccolo e curioso “geografo”, quando lo vedevo mi facevo raccontare di quel mondo fatto di frontiere e doganieri. Spesso lo costringevo a portarmi francobolli e monete. Avevo anche comprato un vocabolario russo-italiano e mi divertivo a scrivere il mio nome in cirillico. Ricordo alla perfezione quando mi portò una banconota blu quasi quadrata, molto piccola, con un’aquila su un lato e il numero  50 impresso negli angoli. Da dove veniva? Da quale Stan? Che mani avevano toccato quella banconota e cosa ci si poteva comprare? Ero sicuro che non fosse russa, le avevo già le banconote di Mosca, e fu cosi che mi trovai tra le mani una banconota da 50 Som Kirghisi, la sto guardando anche in questo momento, mentre scrivo.

Ma tralasciamo i miei ricordi, saliamo su un aereo assieme ad Erika e partiamo per un viaggio fatto di incontri, resoconti storici di quel che è stato l’unione sovietica e di situazioni politiche e umane al limite del paradossale.

Attraverso Sovietistan di Erika Fatland conosceremo il primo presidente del Turkmenistan indipendente che grazie alle sua megalomania si era addirittura fatto incoronare Turkmenbashi, ossia il padre dei Turkmeni. Scopriremo inoltre che il suo successore nel paese dalla verde bandiera non è per niente meno stravagante, anzi.  Da lì ci sposteremo poi nell’immenso Kazakistan che durante l’era sovietica era il campo di prova per le testate nucleari e che dalla dissoluzione dell’URSS è diventata la proprietà privata di Nur-Sultan Nazarbayev (dimessosi solo pochi mesi fa).

Casa da Tè tajika a Istaravshan

Arriveremo tra le cime e i valichi più alti del mondo e conosceremo le meravigliose popolazioni di Kirghizistan e Tajikistan. Due paesi incredibilmente ospitali nonostante alcune “tradizioni” possano sembrare a noi occidentali quantomeno insolite e pittoresche; approderemo infine in Uzbekistan. Un paese che ci porta inevitabilmente a ritroso nei miti e nelle leggende, nelle scorribande di furiosi guerrieri asiatici che costruirono città dalle imponenti mura e dalle verdi cupole che tuttora svettano maestose e seducenti nel deserto. Quel deserto che “grazie” alle scellerate politiche agricole sovietiche ha prosciugato l’Aral, uno dei più grandi laghi d’acqua dolce al mondo devastando un equilibrio millenario.

In conclusione, Sovietistan di Erika Fatland è un libro completo, che ci incuriosisce e apre una finestra verso quei paesi che sono balzati in un attimo dal medioevo al ventesimo secolo con tutti i pro e i contro. Un libro che consiglio di accompagnare a “Buonanotte, Signor Lenin” di Tiziano Terzani e “Imperium” di Ryszard Kapuściński.

Buona lettura!


Come sempre, vi consigliamo di comprare i libri nella libreria indipendente più vicina a voi. Se siete di Milano abbiamo stilato una lista delle nostre librerie preferite che trovate a questo link.

Se siete di Verona, la libreria di riferimento dell’autore di questo articolo è Gulliver – Libri per viaggiare.