Il Vietnam è il sogno di ogni viaggiatore: montagne isolate, isole tropicali, giungle inaccessibili, strade panoramiche meravigliose, rocce a picco sul mare il tutto unito ad una storia, antica e recente, di grande impatto emotivo. In Vietnam si può trovare di tutto, dalla vitalità Boehmien di Hanoi alle popolazioni tribali di Ha Giang e Kon Tum. Si mangia da Dio ed è estremamente economico. Non lasciatevi spaventare dalla freddezza iniziale dei Vietnamiti, all’occasione giusta saranno ricompensarvi con sorrisi e gentilezza.

[Day #41] Kon Tum: paesaggi che nemmeno sognavamo di vedere in Vietnam

Arriviamo a Kon Tum dopo 12 ore di bus notturno, “leggermente affaticati”. Non abbiamo meta se non un indirizzo e un nome: 41 Hồ Tùng Mậu e Mr. Huynh. Alle 5:30 del mattino Kon Tum (che sembra quasi una Miami di montagna) comincia lentamente a svegliarsi, qualche serranda si alza, qualche persona passeggia.

Mr Huynh ci apre il cancello della sua casa verso le 6:30, ci offre un tè e capiamo subito che è un bel tipetto e che sarà una giornata memorabile.
Appassionato di letteratura e di lingue (laotiano, vietnamita, diversi dialetti dell’Indocina, inglese e francese ma quest’ ultima solo dopo diverse birre) ha cambiato 10 lavori nella sua vita e ne ha viste di ogni, insegnante nelle giungle del Laos negli anni 80 per sfuggire all’ arruolamento nella guerra contro i Khmer rossi in Cambogia, quasi morto di febbre dengue, testimone ancora inviperito degli anni bui comunisti nel dopo guerra civile. Ora gestisce la Highland Ecotours che offre una serie di “gite” pazzesche nei dintorni di Kon Tum, luogo di origine di numerose minoranze etniche del Vietnam.

Il nostro giro dura un giorno ma ha valore inestimabile: visitiamo diversi villaggi di etnia bahnar e jarai insieme a Nhi, perspicace ragazza di etnia bahnar. I colori della natura intorno a Kon Tum sono accecanti, sembra di stare in Africa: la terra è di un rosso vivido come non avevamo mai visto in vita nostra, le piantagioni di caffè sono di un verde smeraldo che lascia a bocca aperta e ancora cotone, pepe, tapioca e tanto altro. La pace che regna in questi villaggi dalle palafitte di legno è quasi metafisica. Tra le altre cose visitiamo un cimitero animista e cattolico e ovviamente veniamo invitati nuovamente ad un #funerale, questa volta animista 😅 i familiari stavano festeggiando da tre giorni la morte di un ragazzo (incidente in moto) mangiando e trincando vino di riso e il meno ubriaco si reggeva a malapena in piedi. Abbiamo comunque onorato il defunto con una sorsata di vino a testa dall’ orcio di vino comune.

Onore a mr Huynh e la sua fida allieva Nhi: questo è turismo sapiente, questo è #slowtravel, specialmente in un paese come il Vietnam che sta vivendo l’euforia (con i pro e contro del caso) di un turismo senza precedenti.

#slowdowntravel

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