Il Vietnam è il sogno di ogni viaggiatore: montagne isolate, isole tropicali, giungle inaccessibili, strade panoramiche meravigliose, rocce a picco sul mare il tutto unito ad una storia, antica e recente, di grande impatto emotivo. In Vietnam si può trovare di tutto, dalla vitalità Boehmien di Hanoi alle popolazioni tribali di Ha Giang e Kon Tum. Si mangia da Dio ed è estremamente economico. Non lasciatevi spaventare dalla freddezza iniziale dei Vietnamiti, all’occasione giusta saranno ricompensarvi con sorrisi e gentilezza.

[Day #42 to #45] Hoi An e Da Nang

E quindi giungiamo a Hoi An, la destinazione vietnamita per eccellenza, la splendida città vecchia mirabile punto di congiunzione dell’architettura vietnamita, cinese, giapponese e francese che fu il fulcro economico del Vietnam tra il XV e il XIX secolo. Il fascino è innegabile, di giorno risaltano i colori tenui e grezzi degli edifici, di notte quelli vivaci delle lanterne appese lungo le vie.

Non pensate però di venire qua e trovare ancora una città di mercanti e affari. O meglio: affari sì, ma di souvenir. Hoi an è stata immolata al turismo e non era possibile farne a meno: patrimonio UNESCO dal ’98 come miglior esempio di città storica del sud est asiatico, circondata da meravigliose risaie, a distanza ravvicinata con le spiagge di Da Nang, i reperti Cham antichissimi di My Son, montagne con viste da urlo sul mare, buddha giganti, templi su cime tempestose. No, non era praticabile nasconderla. 😜
Dovrete condividerla con i mille negozietti di cianfrusaglie, sarti (alcuni dei quali però hanno una vera tradizione alle spalle), e orde di pensionati francesi al seguito di guide vietnamite. Non mancheranno le classiche situazioni di truffe o di escamotage per spillare soldi. Ma va bene così.

Da Nang è invece l’esatto Contrario di Hoi An: non c’è nulla da vedere ma ha una vitalità genuina che in qualche modo ci attira (sarà anche perché abbiamo pernottato in una stanza d’albergo al 12 piano con piscina sul tetto vista mare a 23 euro ). È tamarra nel senso buono del termine, il suo cavallo di battaglia è un ponte a forma di dragone che nelle sere dei weekend sputa fuoco e acqua, ha una skyline che di notte è tutta colorata, poi spiagge, palme e grattacieli che sembra di stare a Rio. Infine, il suo street food non è affatto male. Togli i pensionati francesi e metti teenager vietnamiti dalle facce pulite e il gioco è fatto: Da Nang è servita. 🍜

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