Chi l’avrebbe mai detto che la nostra tappa in India si sarebbe rivelata un vero e proprio ritorno a casa? Da Calcutta a Mumbai abbiamo incontrato persone e luoghi che ci hanno ricordato quello che siamo e da dove veniamo, è stato più un viaggio da vivere che da vedere e che ci ha aperto le porte ad una maggiore consapevolezza. L’india che si è srotolata davanti a noi è una terra piena di sorprese, carismatica, matura, dalla natura abbacinante e dalle città ricche di vitalità.

[Day #94 to #95] Bangalore: mucche hi tech

Una mucca davanti ad un negozio della Sony. L’abbiamo vista oggi. Non so cosa facesse, forse stava riflettendo se comprarsi o meno un televisore.

In ogni caso è una immagine che spiega perfettamente #Bangalore: la capitale dell’informatica indiana ha raddoppiato la sua popolazione negli ultimi 10 anni, ha dei pub che farebbero invidia a dublino, dei parchi meravigliosamente mantenuti, una gioventu spigliata e alla moda, è molto piu pulita delle sue colleghe indiane e, non ultimo, una pizza alla napoletana (quella di The Pizza Bakery) che farebbe invidia a molte pizzerie italiane.

Poi però entri a Chickpet, un quartiere del centro città, e cambia tutto: un caos totale fatto di mercati polverosi e genuini, mucche in strada, carri spinti a mano, negozi ammassati di sari e gioielleria tradizionale.

La direzione è chiara: quello che una volta era chiamato il paradiso dei pensionati o il giardino dell’india, domani sara una metropoli futuristica e tecnologica. Il negozio della Sony verra ampliato e la mucca verra macellata. Noi siamo contenti di aver visto sia la mucca sia il negozio della Sony.


[Day#92 and #93 ] Si sopravvive anche a 30 h di treno…

30 ore di treno filate? Impossibile, non ce la faremo mai. Mi ricordo di aver pensato questa cosa un sacco di volte in questo viaggio. Prima Il mio limite medio era 5 ore: piu volte mi ero infilato nel tragicomico e folkoristico regionale Milano-Fano, una roba che non fa piu praticamente nessuno.
In Vietnam arrivammo a 9 e poi 12 ore, c’era la notte di mezzo e potevi almeno dormire sui loro comodi bus. In myanmar siamo arrivati a 15 ore su un mezzo scomodissimo, ma la prova venne superata.

30 ore? Impossibile, è piu di un giornata intera, avremo un jet lag da far paura all’arrivo!
Poi salti su una carrozza sleeper senza aria condizionata direzione Bangalore (non avevamo abbastanza contanti per permettercene una con aria condizionata quando l’abbiamo comprato 😂) e bam! Il viaggio è finito (quasi) in un lampo, senti che la prossima volta potresti farne 50 di ore in un treno.
Credo sia questione di abitudine, ci si abitua a viaggiare lenti, la percezione di un viaggio di 2 ore è la stessa di un viaggio di 30 ore se si è abituati. È la mente che si dilata e non il tempo: ho visto gente su quel treno iniziare a chiacchierare dopo 7 ore ma è chiaro! È l’equivalente di mezzora in un viaggio di due ore. Io stesso non mi ricordo esattamente cosa ho fatto le prime 7 ore, credo di aver pensato qualcosa, guardato fuori dal finestrino e poco altro. Allo stesso modo penso che potremmo andare sempre piu veloci e non essere mai soddisfatti del tempo: in quel caso è la mente che si accorcia e non il tempo. Dalla sindrome di achille e tartaruga non se ne esce. Parola di Urbo Sai Baba.

Un ringraziamento particolare va ad Amid che ci ha tenuto compagnia per tutto il viaggio, una ragazzo davvero speciale. Un altro grazie va alle ferrovie indiane che ci ha ingozzato agggratis di cibo da mattina a sera. 😂

[Day#92 and #93 ] Si sopravvive anche a 30 h di treno…

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