Le Filippine hanno rappresentato perfettamente il nostro iniziale spaesamento di fronte al grande viaggio. Un popolo tenero e accogliente ma fragilissimo, un paese diviso a metà tra un turismo abusivo e senza freni lungo le fasce costiere e un interno selvaggio e inesplorato. E ancora Manila una metropoli difficilissima ma che riserva grandi regali a chi sa dedicargli il giusto tempo. La natura delle Filippine è comunque ineguagliabile ed emozionante, la tropicalità all’ennesima potenza. 

[Day8] Apo Island e le cockfight a Dumaguete

Content disclosure: #animalisti, non proseguite perché è i prossimi contenuti potrebbero urtare la vostra sensibilità.

Qualcuno di voi già lo sa, la nostra tappa a Dumaguete è stata, per un motivo specifico, una delle più truci e antropologicamente interessanti fino ad ora. Vi spieghiamo il perchè:

✗ Non vogliamo parlarvi di Dumaguete una vera città senza anima, un guazzabuglio totale di case la cui somma è nulla. Un porto di mare da cui i turisti partono per i diversi spot turistici. Da cosa il signor Greg Bloom di Lonely Planet abbia intuito che è “di gran lunga più modaiola e raffinata della media dei capoluoghi di provincia” non è dato sapersi.

✗ Non vogliamo parlarvi di Apo Island dalla natura incredibilmente lussureggiante con tartarughe giganti e barriera corallina da urlo, perchè gli dedicheremo probabilmente un post sul blog.

✔︎ Oggi vogliamo parlarvi del clamoroso derby di combattimento tra galli (56 combattimenti all’ultimo sangue tra galli) che abbiamo visto – quasi per caso – una sera a Dumaguete. La fortuna/sfortuna volle che fossimo presenti durante uno dei derby più importanti dell’anno, così abbiamo potuto assistere allo spettacolo vero: le persone che assistono alle gare e scommettono tra di loro sul vincitore. La fase di preriscaldamento è un bordello pazzesco in cui tutti urlano come degli ossessi. Subito non avevamo capito che gridando “Biya (destra)” o “Inilog (sinistra)” durante la fase di preriscaldamento dei galli le persone stavano scommettendo con i loro vicini e amici su quale dei contendenti avrebbe vinto la sfida. Una volta terminate le scommesse tutti tacciono, in religioso silenzio, finchè i galli combattono con un coltello attaccato alla zampa. Per questo i combattimenti finiscono tutti dopo qualche secondo con un gallo morto e l’altro… #nzomma. Una volta finito il combattimento, si pulisce il ring e via per un nuovo giro di valzer.

Ora detta così sembra molto truce e non neghiamo che dopo il primo combattimento volessimo andare via disgustati. Poi però sono arrivati il signor Ranolfo e il signor Nestor e le cose sono cambiate radicalmente. Il signor Ranolfo, 65enne da un anno in pensione dopo una vita da impiegato del governo, si diverte ogni tanto spendendo soldi ai combattimenti di galli e in birre. E’ subito diventato amicone di Urbo dopo che quest’ultimo gli ha consigliato 6 galli su 6 vincenti di fila. In compenso Urbo si è visto offrire 6 birre e anche metà della vincita (quest’ultima Urbo però ha deciso di non accettarla). Il signor Nestor, contadino e allevatore di galli da competizione con una intera famiglia compresa la fidanzata in USA (ma lui non ci va perché dice che fa troppo freddo), è diventato amico di Alle e gli ha praticamente raccontato tutti i segreti del combattimento tra galli, e anche un po’ di quelli più personali. Ha anche un parente a Verona e ha chiesto ad Alle di salutarlo quando tornerà a casa.

In realtà la serata alla cockpit arena di Dumaguete è stata ancor più assurda di così: tra preti scommettitori, scene alla fantozzi col duca conte e doping per galli ci è quasi dispiaciuto andarcene alla fine!

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