Le Filippine hanno rappresentato perfettamente il nostro iniziale spaesamento di fronte al grande viaggio. Un popolo tenero e accogliente ma fragilissimo, un paese diviso a metà tra un turismo abusivo e senza freni lungo le fasce costiere e un interno selvaggio e inesplorato. E ancora Manila una metropoli difficilissima ma che riserva grandi regali a chi sa dedicargli il giusto tempo. La natura delle Filippine è comunque ineguagliabile ed emozionante, la tropicalità all’ennesima potenza. 

[#day7] Cebu: di Santi e maiali

• Cebu è la città dove Ferdinando Magellano ha posto la prima croce cristiana nelle Filippine (ancora oggi presente nella piazza principale della città) e dove in seguito è stato ucciso dal capo tribù Lapu Lapu. Gli spagnoli incazzati per questo sgarro degli indigeni che non volevano essere “cristianizzati”, tornano 44 anni dopo capitanati da Miguel Lopez de Legazpi, bombardano l’isola e la conquistano. E’ l’inizio del dominio spagnolo.

• Se a Manila c’era il Nazzareno Nero, a Cebu c’è il Santo Nino: si tratta di una statua del piccolo Gesù, la più antica immagine di Cristo nelle Filippine, regalo di Ferdinando Magellano alla regina di Cebu. Ovviamente i Cebuani ne vanno pazzi e accendono quotidianamente ceri in onore della statua. Infatti la chiesa è andata a fuoco almeno 3 volte 😓

• La chiesa di Santo Nino a Cebu è uno dei soliti sprazzi di architettura colonialista nel mezzo di una città delirante e senza alcun senso. Tra mercati disordinati, ruscelli di fogna, un traffico interminabile, edifici cadenti e baracche, compare questo gioiello di pietra bianca che per un attimo ti fa quasi dimenticare di essere in una città Filippina.

• Se volete vedere la reincarnazione di David Bowie dovete venire a Cebu nella chiesa di Santo Nino: il timbro vocale del parrocco durante la messa cantata è praticamente identico a quello del Duca Bianco

• Le colazioni filippine sono da campioni: pancake, limonata, caffè e… coscia di pollo fritta con salsa (o altrimenti barbecue di porco con riso). A Cebu è andata così anche per noi.

• Rotta verso Dumaguete. Saliamo sul bus e acquistiamo subito una busta di Chicharron per il viaggio. Mai più senza cotica di maiale fritta alla Filippina (spoiler: ok visto che immagino cominciate a temere per la nostra salute, sappiate che a Dumaguete abbiamo mangiato semplice insalatina con frutta).

Stay tuned che domani ne vedrete delle belle, sarà una vera e propria… battaglia! #slowdowntravel

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