Le Filippine hanno rappresentato perfettamente il nostro iniziale spaesamento di fronte al grande viaggio. Un popolo tenero e accogliente ma fragilissimo, un paese diviso a metà tra un turismo abusivo e senza freni lungo le fasce costiere e un interno selvaggio e inesplorato. E ancora Manila una metropoli difficilissima ma che riserva grandi regali a chi sa dedicargli il giusto tempo. La natura delle Filippine è comunque ineguagliabile ed emozionante, la tropicalità all’ennesima potenza. 

[Day21 to Day23] I ♥️ Baguio

Baguio è la città che non ti aspetti; ci si arriva da Sagada dopo 6 ore di curve, salite e discese pazzesche tra montagne enormi e villaggi schiacciati nella morsa di alture e risaie: un viaggio interminabile.
Poggia su una serie di alti colli e spicca per i suoi tetti colorati di giorno e per le miriadi di luci di notte che incombono e ti sorprendono mentre passi da un colle all’altro. Baguio assomiglia a qualche città del Sudamerica, variopinta, creativa, briosa, piena di jeepney con le livree sgargianti, con un parco ogni 100 metri e una cucina all’altezza della situazione. È forse la prima vera città degna di questo nome che vediamo da quando siamo arrivati nelle filippine (a parte Manila che è più un quadro di Pollock che una città).

• a Baguio siamo stati tempestivi: il 25 febbraio si tiene il Panagbenga, un enorme festa con parata dedicata ai fiori, praticamente il carnevale di Rio in salsa filippina. Panagbenga in lingua kankanaey (dialetto della cordillera del sud) significa stagione della fioritura.
È un festival che richiama migliaia di persone da tutta Luzon ed è molto sentito. La città è praticamente rivestita di fiori, abbiamo visto pure poliziotti indossare collane di fiori!

• in serata casualmente ci imbattiamo nella predica del famoso (qui nelle filippine) pastore Apollo Quiboloy, l’ autoproclamato figlio di Dio, fondatore della setta “the Kingdom of Jesus Christ, the name above every name” all’ Arena del Camp John Hay di Baguio. Veniamo invitati a salire in balconata tra centinaia di donne e ragazzi inneggianti e piangenti, in un clima di delirio collettivo abbastanza scioccante. Fatevi un giro su Google per capire che potere ha quest’ uomo in questo paese.

• Nel gennaio 2017 l’ente turismo la città e uno sponsor hanno pensato di creare interesse in uno dei quartieri esterni della città grazie alla street art: cercate Stobosa nelle foto è diteci che ne pensate 🎈

• last but not least: anche Urbo si è dovuto piegare alla fine. Dopo un mese di cover di musica pop inglese e americana anni 80/90 passate in radio o nelle playlist di qualsiasi locale delle Filippine lo si è udito sussurrare in falsetto “how Deep Is your love” dei bee gees con occhi lucidi. 😂

Il prossimo sarà l’ultimo aggiornamento dalle Filippine, e ammettiamo che quasi quasi ci stavamo affezionando a questo strano strano paese.

P.s. mentre vedete questo post siamo in realtà già a Ho Chi Minh in Vietnam! Promettiamo di rimetterci in pari nei prossimi giorni 

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