Se Tbilisi con i suoi contrasti e la vitalità che solo una capitale possono offrire vi ha conquistato allora il resto del paese vi lascerà semplicemente a bocca aperta davanti alla varietà di paesaggi e monumenti che la Georgia è in grado di offrire.

 

A 20 minuti di autobus o automobile da Tbilisi sorge quella che per quasi mille anni fu la capitale della Georgia e il luogo in cui il paese fu convertito al cristianesimo: Mtskheta, patrimonio UNESCO dell’Umanità. Questa cittadina, la capitale spirituale del paese, è adagiata nel punto in cui i fiumi Mt’k’vari e Aragvi si incontrano,  merita una visita di mezza giornata principalmente per la Cattedrale di Svetitskhoveli e il Monastero di Jvari (VI secolo) abbarbicato sulla montagna che sovrasta la città e dal quale si gode una vista spettacolare.

Mtskheta

Cattedrale di Svetitskhoveli

Si racconta che nel I secolo un ebreo georgiano di questa città fu presente alla crocifissione di Cristo e riuscì ad acquistare la tunica di Gesù sul Golgota. La portò con sè nella sua città, Mtskheta, dove sua sorella Sidonia morì in preda all’emozione stringendo quella tunica dalla quale non riuscirono a separarla in nessun modo, nemmeno al momento della sepoltura. Sulle spoglie di Sidonia e della tunica di Cristo nacque un albero di cedro miracoloso (che da il nome alla cattedrale) che si racconta sia ancora conservato all’interno della Cattedrale di Svetitskhoveli, la prima chiesa eretta in Georgia. La struttura in pietra che oggi possiamo visitare è stata costruita dall’architetto Arsukidze nell’XI secolo ed è solo uno dei rifacimenti della chiesa in legno risalente al IV secolo costruita con il cedro cresciuto sulle spoglie di Sidonia e voluta da Santa Nino.

 

In questa chiesa che è la seconda più grande del paese si cammina letteralmente sulla storia religiosa e politica della Georgia: fu scelta come luogo di incoronazione e sepoltura da re e regine che si trovano ancora inumati sotto il pavimento della chiesa. Se cercherete – come noi – di non calpestare le pietre tombali che si trovano davanti all’abside non farete che sbagliarvi dato che le spoglie dei regnanti sono state spostate nel tempo in diversi punti della chiesa onde evitare che venissero trafugate o vandalizzate. All’interno della chiesa troverete anche una riproduzione del tempio sacro di Gerusalemme (molto simile a quella che per anni ho ammirato all’interno della chiesa di Santo Stefano a Bologna), la tomba di Sidonia che contiene il tronco di cedro miracoloso e la tunica di Cristo, passaggi segreti (si, davvero!) e pochissimi affreschi.

 

L’affresco più interessante a mio parere  si trova sulla parete destra della chiesa: è del tredicesimo secolo e rappresenta lo zodiaco, una serie di bestie infernali e personaggi storici. Ci è stato fatto notare il fatto che i visi degli esseri umani rappresentati erano stati cancellati rimuovendoli con qualche oggetto appuntito. Probabilmente questo particolare racconta del passaggio di conquistatori islamici che ritenevano blasfema questo tipo di rappresentazione all’interno di un edificio sacro. Tuttavia, i più grandi danni sono stati provocati dalla visita programmata di uno zar durante il 1800 in occassione della quale gli affreschi della chiesa vennero tutti imbiancati, per poi tornare alla luce solo negli anni ’70 del novecento durante un restauro. Questa chiesa è molto nota anche per l’affresco della crocifissione che decora l’altare che sembrerebbe rappresentare anche due UFO; vi lasciamo il gusto della ricerca sperando di incuriosirvi tanto da invogliarvi a visitare questa cattedrale unica!

Monastero di Jvari

Alla fine del quarto secolo una santa missionaria eresse una croce (in georgiano “Jvari”) sulla ventosa cima di un colle sulla valle che sovrastava Mtskheta. Qui oggi sorge il Monastero di Jvari (costruito nel VI secolo) che per secoli fu importante meta di pellegrinaggio e uno dei luoghi più sacri del Caucaso e modello per molte altre chiese della regione. Purtroppo, durante il corso dei secoli la struttura dal grande valore artistico si è lentamente deteriorata a causa dei conflitti, dell’erosione dovuta a acqua e vento e alla cattiva manutenzione. Un prezioso restauro operato dal World Monument Fund l’ha restituita ai visitatori nell’ottobre del 2011.

 

Dal monastero ortodosso si gode di una vista mozzafiato sulla valle sottostante che giustificherebbe da sola la visita al sito, ma ciò che ci ha più colpiti è l’atmosfera pregna di sacralità che si respira all’interno della piccola chiesa e che non può essere descritta a parole.

Come raggiungere Mtskheta da Tbilisi?

Con un marshrutka (minibus) dalla stazione di Didube a Tbilisi (costo: 1 GEL). Per tornare il mezzo è lo stesso, ma non esiste apparentemente una fermata e quindi è necessario fermare il minibus sulla strada. I minibus sono riconoscibili per la targa, verosimilmente in georgiano (Tbilisi = თბილისი) appoggiata sul parabrezza. Noi avevamo affittato un’auto per visitare la città ma ho trovato questo post piuttosto chiaro nell’illustrare dove acquistare i biglietti del marshrutka e sul come evitare i tassisti che inevitabilmente cercheranno di convincere a scegliere la via più facile (ma costosa) di raggiungere Mtskheta.

Come raggiungere il Monastero di Jvari da Mtskheta?

Il monastero si trova pochi chilometri fuori dalla città quindi in questo caso, se non si ha un’auto, è indispensabile trovare un taxi per raggiungere il monumento (costo: a/r in totale 15 GEL).

Cosa vedere vicino a Mtskheta?

  • Gori, città natale di Stalin che ne ospita il museo.
  • La storica strada militare georgiana (Georgian Military Road) che – attraversando il Kazbegi – porta in Russia. All’altezza di Stepantsiminda è possibile ammirare la scenografica della chiesa della Trinità di Gergeti (altitudine 2.170 metri sul livello del mare) sovrastata dal monte Kazbek.
Vista della Gergeti Trinity Church © Ziya Akturer

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