Nel nostro caso non avevamo grandi dubbi su quando andare in Birmania! Era una scelta piuttosto obbligata.
Avevamo però grandi aspettative mentre ci dirigevamo verso questo paese sul nostro volo low cost Air Asia: tutti i blogger e le guide decantano l’umanità e la curiosità dei birmani, e la densità sorprendente di luoghi magici, saturi di storia e spiritualità. Questo paese è stato quello che ci ha dato più filo da torcere per il caldo torrido (in modo particolare a Yangon) e ci ha anche fatto porre molte domande, fra le quali: “quanto è etico visitare un paese dove è tuttora attiva una dittatura militare?” e  “quanto è giusto spendere i propri soldi in un paese che sta perpetrando senza troppi sensi di colpa oggi un genocidio come quello che sta avvenendo ai danni dei Rohingya (minoranza etnica musulmana)?“.
Alla fine, abbiamo dedicato al Myanmar 28 giorni. Questo vademecum è stato pensato per coloro che si apprestano a organizzare un viaggio indipendente in questo paese. Tuttavia, contiene anche molte informazioni utili per ogni persona che sia in procinto di visitarlo con un tour o per lavoro.

1. Serve un visto per visitare il Myanmar?

Visitare il Myanmar, dal punto di vista burocratico, non è affatto difficile. Dal primo ottobre 2019 per i possessori di passaporto italiano che arrivano attraverso uno dei 3 aeroporti internazionali basta un visto all’ingresso che permette di permanere nel paese per 30 giorni. Per coloro che dovessero arrivare via terra (es: dalla Thailandia) è necessario richiedere il visto e pagare per la procedura direttamente online, e dopo pochi giorni ricevere una risposta in merito alla richiesta di visto. Il massimo della permanenza possibile con l’e-visa è di 28 giorni.

Della procedura online per la richiesta del visto ve ne abbiamo parlato più approfonditamente in questo post.

Come vi racconteremo poi, la religione è un fattore davvero importante in questo paese e molti stranieri si recano qui per motivi spirituali. Esiste quindi uno specifico visto, il “Religious visa”, ad uso e consumo di coloro che desiderino permanere in Myanmar per più di un mese (fino a 70 giorni) per effettuare corsi di meditazione, usualmente Vipassana. Normalmente, i corsi di meditazione Vipassana durano solo 10 giorni quindi un normale Tourist Visa dovrebbe bastare a questo scopo.

2. Confini terrestri aperti:

Il Myanmar è un paese particolarmente ostico da raggiungere via terra. L’unico paese dal quale un turista può ragionevolmente pensare di raggiungere il Myanmar via terra è la Thailandia. Dal 2013 sono tre i varchi aperti tra Myanmar e Thailandia per gli stranieri. I più entrano da Mae Sot a Myawaddy, dove è possibile poi proseguire per la capitale, ma esistono anche frontiere aperte a Mae Sai/Tachileik e Kawthaung/Ranong.
L’India non è accessibile e nemmeno aperta in uscita verso il Myanmar da quando qualche tempo fa il confine è stato chiuso e – a maggior ragione – il Bangladesh (dove si trovano buona parte dei rifugiati Rohingya) è uno sconfinamento impensabile. 
Ci sono comunque tre aeroporti internazionali attivi nel paese (Yangoon, Mandalay e Naypyitaw) e uno in costruzione (Bago). Noi abbiamo raggiunto il Myanmar dal Vietnam con un volo low cost di Air Asia, e siamo usciti verso l’India con la medesima compagnia.

3. Meteo in Birmania: quando andare?

Lo avrete forse già letto su altri siti e sulle guide turistiche e saprete quindi che, come l’India e buona parte del Sud Est Asiatico, anche il Myanmar è fortemente influenzato dai monsoni e vede l’alternarsi di due stagioni: la stagione secca e quella umida. Il periodo migliore per visitare la Birmania è il periodo secco, da novembre ad febbraio. Ma anche marzo (durante il quale inizia a innalzarsi la temperatura) e settembre/ottobre (durante i quali si soffre un po’ l’umidità) non sono mesi particolarmente ostici durante i quali affrontare questo paese.

A partire da Maggio, quando i monsoni arrivano in tutta la loro forza sulla costa e nella zona del delta del Ayeyarwady, le piogge sono quasi incessanti; il periodo monsonico dura fino a fine agosto. Visitare il paese durante questi mesi è fortemente sconsigliato: non solo alcune strutture (in modo particolare quelle attive sulla costa) chiudono completamente, ma il pericolo di disastri naturali è sempre dietro l’angolo, accentuato negli ultimi anni dal surriscaldamento globale.

Abbiamo avuto la prova di quanto si stiano aggravando gli effetti di questi fenomeni climatici tipici della zona in questi paesi qualche mese dopo aver lasciato il Myanmar. Un amico del posto ci ha contattati per raccontarci ciò che stava accadendo nella sua città e lasciandoci storditi e rattristati: le piogge – mai così forti da 40 anni – avevano allagato in maniera preoccupante la città e provocato una frana che aveva distrutto una parte del bellissimo tempio decantato da Kipling nella sua poesia “Mandalay”, lo stesso tempio in cui ci eravamo conosciuti una sera di pochi mesi prima era quasi completamente distrutto.

Il tempio di Mawlamyine prima dei monsoni
Noi siamo stati in Myanmar nel mese di aprile. La temperatura e l’umidità in questo mese s’innalzano fino a superare i 40 gradi; per noi è stato oggettivamente difficile affrontare queste condizioni climatiche e spesso ci siamo alzati presto il mattino per poi tornare a riposare durante le ore più calde nelle nostre camere e a uscire verso sera, quando il sole si abbassava ed era più facile camminare. Tuttavia, visitare il paese ad aprile ci ha dato la possibilità di vivere in prima persona l’evento religioso più importante e folle dell’anno – il Thingyan (di cui vi parliamo in questo post) – e questo ci ha ripagati di tutta la sofferenza e i malesseri provocati dal caldo torrido.

4. L’abbigliamento

Tradizioni locali birmane in fatto di monda:

Appena arrivati all’aeroporto in Myanmar noterete che molti uomini in portano una gonna lunga fino ai piedi. Questo abito si chiama longyi ed è davvero diffusissimo nel paese dove viene indossato quotidianamente in maniera formale, magari abbinato ad una camicia, oppure anche in maniera molto casual.

Delle donne noterete, invece, come si proteggano la faccia dal sole con il thanaka, un cosmetico naturale che lascia sul viso una pasta gialla dai numerosi benefici, il principale dei quali è la capacità di proteggere la pelle dai raggi UV. Questo cosmetico, utilizzato per circa 2000 anni dalle donne di questo paese, si produce utilizzando tronchi d’albero di thanaka che, per effetto dello sfregamento, producono una polvere. Addizionando questa polvere con l’acqua si ottiene una crema che rappresenta la miglior (e più economica) crema solare disponibile sul mercato birmano! 😉
Ragazza burmese dalle guance decorate con Thanka

Cosa indossare durante un viaggio in Myanmar?

Il Myanmar è un paese molto caldo quindi il nostro consiglio è quello di portare con voi vestiti che vi permettano di

Non dimenticate però che per visitare i templi è richiesto un outfit consono, quindi cercate di portare abiti non troppo succinti nel rispetto della cultura locale. Ginocchia e spalle devono essere sempre ben coperte per entrare nei templi. Una sciarpa leggera ma ampia è un ottimo alleato in queste occasioni in quanto può essere estratta dalla borsetta all’ultimo minuto e indossata come scialle o come gonna all’occorrenza!

Inoltre, quando si entra nei luoghi di culto è sempre necessario togliere le scarpe e le calze quindi indossare infradito, ciabatte o sandali – anziché delle scarpe – è più pratico.

Se andrete in zone di montagna (per esempio Hsipaw e Inle) non scordate di portare anche abiti più pesanti perché le temperature qui potrebbero scendere. Una felpa calda (o una maglia termica) nello zaino è sempre utile anche sui bus, sui quali si possono raggiungono temperature glaciali nel caso ci sia l’aria condizionata!

Design inconsapevole

A ognuno il suo sport. E in Myanmar quello tipico è il Chinlone, una sorta di calcio in cerchio giocato con una palla fatta di fini rametti intrecciati che vista sui banchi del mercato sembra più un oggetto di design che un ausilio sportivo. 

5. Mezzi di trasporto in Myanmar

Sono quattro i mezzi di trasporto principali per il viaggiatore indipendente: bus, van condivisi, treni e barche.

Yangon: stazioni dei bus da incubo

Noi ci siamo mossi principalmente in bus in quanto è decisamente il modo più economico di andare da un punto A a un punto B, ed è spesso il più pratico. Se deciderete di arrivare o partire con un bus dalla capitale Yangon vi consigliamo di non tentare di comprare i biglietti direttamente all’autostazione perché questa si trova in un’area lontana dal centro e molto trafficata e la stazione stessa è un labirinto vero e proprio per uno straniero. A meno che non siate dei masochisti (come noi) vi consigliamo di comprare i biglietti direttamente in hotel/ostello perché risparmierete tempo e probabilmente anche denaro. Partite sempre con un paio d’ore di anticipo dal centro della capitale per raggiungere la stazione; il traffico è davvero imprevedibile e potrebbe richiedere tempo anche la sola ricerca del punto della stazione dal quale parte il vostro bus.

Mandalay: di treni e colonialismo

Ricordatevi che quando sarete a Mandalay la stazione del treno è proprio al centro della città – quindi comodissima! – e i treni che partono da qui vanno sia a Nord (a Hsipaw, attraversando il viadotto “della morte” Gokteik) che a sud (a Bagan, Yangon e Naypyidaw). Vi lasciamo questo link per scoprire se questo mezzo di trasporto può fare per voi in Myanmar!

Dove mancano treni e bus…

Dove mancano treni e bus, magari in a ridosso di qualche festività, troverete taxi condivisi con i locali. Per esempio, a  noi è successo a Hsipaw a ridosso del Thingyan. Sono più costosi, non particolarmente comodi, ma possono rivelarsi molto veloci. In generale, aspettatevi di trovarli quasi sempre in connessione di punti non legati da mezzi pubblici di massa.

Finché la barca va…

Sono di carattere più prettamente turistico e lussuoso, ma una cosa molto in voga tra i turisti in Myanmar è ripercorrere i tratti di alcuni fiumi con delle crociere che permettono di muoversi sull’acqua tra Bagan e Mandalay. La versione avventurosa della crociera la si può fare sul lago Inle dove vi sono barche pubbliche scoperte che trasportano in viaggi scomodissimi e infiniti i locali dal sud al nord (dal lago Inle al lago Samkar) – e viceversa – una volta al giorno. Oltre che scomode, sono anche all’alba XD. Altrimenti potete optare semplicemente per la piacevolissima giornata a bordo di una delle canoe dei pescatori locali che vi portano a vedere gli highlights del lago Inle.

Aerei…

Infine, citiamo la scelta più gettonata dai più. Non avendo il Myanmar una ricca rete viaria, è spesso più veloce e saggio spostarsi in aereo, ed è quello che fanno in molti tra le due città principali: Yangon e Mandalay.

6. Focus mezzi di trasporto: Motociclette in Myanmar

Fra le nazioni visitate nel Sud Est Asiatico, il Myanmar è di gran lunga quello in cui è più complicato affittare dei mezzi di trasporto per muoversi in maniera indipendente sulle strade del paese. O meglio, lo è in alcuni periodi (mi riferisco al Thingyan) e in alcune città. Quindi, aprite bene le orecchie e non fatevi cogliere impreparati!

A Yangoon (fu Rangoon) le motociclette sono bandite

A Yangoon le motociclette sono bandite dal 2003, quindi è anche impossibile affittarle per girare la città. Non è chiaro il motivo che ha spinto il governo a bandire questi mezzi dalla capitale, anche perché in altre zone del paese non esiste questo divieto, però è bene tenerlo a mente e scaricare app come Uber, Yangon City Bus (YBS), Yangon Bus Guide per districarsi nel labirinto urbano soffocato dal caldo estivo.

A Bagan ci si può muovere solo con e-bike e biciclette

A Bagan sono bandite le motociclette a motore ma è possibile muoversi in città e visitare l’area dei templi con scooter elettrici (e-bike) silenziosissimi. In questo caso è evidente il motivo per cui fu impedito alle motociclette di circolare: l’area estesissima del sito è frequentatissima dai turisti (in modo particolare all’alba e al tramonto) e permettere ai mezzi di sfrecciare fra i templi sarebbe stato devastante per la conservazione del sito. Le bici e le moto elettriche sono più lente ed estremamente silenziose!

Altre città: no problem, baby!

Al di fuori di queste due location non abbiamo avuto problemi ad affittare motociclette per muoverci. Le abbiamo trovate a Hsipaw, come a Mandalay e a Mawlamyine, senza problemi e ad un prezzo ridicolo che si aggirava solitamente intorno ai 7 € al giorno.

7. Cosa vedere in Myanmar?

Potete scoprire il nostro itinerario e tutto ciò che abbiamo visto a questo link.

Cosa valutare di NON vedere invece? Circa 20 anni fa i vertici del potere birmano decisero che la capitale andava spostata… immediatamente.

Si ma dove? In una città di nuova costruzione al centro del paese che si sarebbe chiamata Naypyidaw. Questa capitale è un’assoluta chicca per gli amanti dell’assurdo in quanto conta fra i sui pregi irresisitibili: sei volte l’estensione di New York, ingombranti edifici pubblici di rappresentanza circondati da fossati, malattie tropicali endemiche, strade a dieci corsie ideate allo scopo di essere utilizzate anche come piste di decollo e atterraggio per gli aerei ma in una zona del paese difficilmente raggiungibile e una popolazione che non riesce a crescere nonostante gli incentivi offerti. Cosa c’è da vedere qui? Niente, ma a volte il niente può essere alquanto illuminante.

Noi non siamo stati, ma dobbiamo ammettere che con 4/5 giorni in più a disposizione ci saremo volentieri avventurati fino a qui a scoprire che forma ha la distopia e per capire se è vero che è così poco popolata.

8. Cosa mangiare in Myanmar?

Mohinga, Shan noodles, tea leaf salad! E chi più ne ha più ne metta. La cucina burmese è una cucina di frontiera che si manifesta in un crossover tra cucina cinese, thailandese e indiana, passando per le influenze lasciate dagli inglesi come la tradizione di sorbire thè. Se siete il tipo di viaggiatori che pensano che il cibo sia una chiave fondamentale per comprendere la cultura di un paese (noi la pensiamo così!) vi abbiamo preparato un articolo dedicato proprio alla cucina del Myanmar, dove trovate anche una selezione dei nostri ristoranti preferiti.

Mont Lin Ma Yar, Yangon

Se il cibo ha bisogno di un post a parte, c’è una curiosità che non possiamo non farvi notare prima che voi partiate! Sapevate che al ristorante per attirare l’attenzione del cameriere è necessario… schioccargli dei bacetti in aria. Si… avete sentito bene. BACETTI!!!

9. Religione

Il Myanmar  è un paese di strabordante spiritualità, e non potrete che rimanere affascinati dalla presenza costante e pervasiva di questo elemento. La religione più diffusa è il Buddhismo nella sua corrente Theravada. Uno schiacciante 89 % della popolazione è buddhista, ma in Birmania vi sono anche induisti, musulmani e cristiani e nelle strade delle città non è difficile imbattersi in templi induisti e moschee, sebbene siano le pagode a disegnare il caratteristico panorama delle città di questo paese. Il Myanmar, grazie al Buddhismo Theravada, rappresenta uno dei centri principali per la pratica e l’insegnamento della meditazione Vipassana.
Il Buddhismo Theravada viene spesso affiancato dal culto degli spiriti Nat, che intercedono con la loro influenza negli affari mondani.
Un aspetto interessante della religiosità birmana scoperto durante il nostro viaggio è che quasi tutti i birmani maschi buddisti – in tenera età – trascorrono un periodo di circa un anno all’interno di un monastero nelle vesti di novizi, quasi fosse una sorta di servizio militare obbligatorio. Questo potrebbe in parte spiegare il perché il Myanmar sia uno degli stati con la percentuale più alta di religiosi fra gli abitanti. Le donne, invece, non possono avvicinarsi troppo alle rappresentazioni del Buddha; la società birmana tradizionale è sempre stata piuttosto misogina e questo è passato per osmosi anche agli aspetti religiosi.
Di religione sono letteralmente intrise la politica e la storia del paese. Non vi stupite se partiranno preghiere buddiste dagli altoparlanti persino all’interno del supermarket qui! Questo è solo l’aspetto più evidente. Quello che potrebbe sfuggirvi è quanto sia stato importante negli ultimi 100 anni l’intervento dei religiosi nei cambiamenti storici e quanto la religione sia strettamente collegata alla politica in questo paese. Un esempio, è il ruolo dei monaci nella recente rivoluzione zafferano avvenuta nel 2007 che ha visto avvicendarsi al regime militare un regime leggermente più aperto e rispettoso dei diritti civili dei cittadini.

Festività importanti: Thingyan uber alles

Di questa pazza festività ne abbiamo diffusamente parlato in questo post che vi invitiamo a leggere.

Qui abbiamo scattato alcune delle foto più belle del nostro viaggio!

10. Quanto costa un viaggio in Myanmar?

Abbiamo preparato per voi un approfondito articolo dedicato ai costi in cui si incorre durante in viaggio nel Sud Est Asiatico con una sezione tutta dedicata al Myanmar. Se siete curiosi di farci i conti in tasca e di scoprire quanto potreste spendere in questo paese potete cliccare qui.

11. La Storia del Myanmar

Il Myanmar non è mai stato un paese unitario prima della colonizzazione inglese. Era piuttosto un puzzle di staterelli indipendenti , così come lo era la vicina india. Una volta che i colonizzatori se ne sono andati chi ha preso il potere ha fatto di tutto per mantenere questa unità coatta e questo è forse il dato più importante da ricordare quando si cerca interpretare l’origine dei conflitti civili che ancora oggi percorrono il paese da nord a sud. Il paese si sta aprendo man mano al turismo che è un driver fondamentale dell’economia locale, ma alcune aree del Myanmar sono tuttora off-limits per i turisti proprio a causa di questi conflitti.

Camminare sul suolo Birmano e godere in maniera consapevole della sua bellezza, presuppone una minima conoscenza della storia di questo paese: cosa c’era prima dei colonizzatori inglesi? Cosa ha cambiato la presenza inglese qui? Cosa ha portato al potere la giunta militare fra le più longeve del mondo? Chi è  Aung San Suu Kyi? Cosa è la questione Rohingya

Non è possibile riassumere qui la storia complessa di questo paese, ma possiamo consigliarvi 5 libri da leggere sul Myanmar che vi aiuteranno a capire al meglio questo paese e saranno ottimi compagni di viaggio!